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Basilica di Santa Cristina

Le origini del complesso monumentale della Basilica di Santa Cristina sono legate al martirio, alla sepoltura ed al culto della Santa, il cui corpo fu sepolto nella catacomba della primitiva comunità cristiana di Bolsena.

La Basilica di Santa Cristina sorse fuori dall’area urbana, a 350 metri dal limite meridionale dell’antica Volsini, nei pressi della necropoli paleocristiana.
Le testimonianze archeologiche e monumentali attestano una frequentazione culturale del sito fin dal IV secolo, anche se bisogna giungere all'VIII secolo per trovare la prima menzione di un culto prestato a Santa Cristina nella città di Bolsena ma, come già accennato, le testimonianze archeologiche e monumentali ci rimandano a un'epoca ben anteriore.
Nel 1115 la Chiesa venne donata dal Conte Bernardo al Vescovo di Orvieto, diventando il punto di riferimento della vita religiosa e civile di Bolsena.
Successivamente al 1115, documenti letterari che ci forniscono notizie sul nostro monumento abbondano ma, di fondamentale importanza per una datazione sull’origine dell’edificio rimangono le testimonianze archeologiche.

Attualmente la Basilica dopo diciassette secoli, in cui ha subito numerosi sconvolgimenti che ne hanno alterato in parte la struttura è formata da tre nuclei ben distinti.

- La Basilica
- La Cappella del Miracolo
- La grotta di Santa Cristina e le catacombe

La Basilica:

La basilica è una costruzione a tre navate con pianta a croce latina e copertura a capriate.
La tradizione vuole che sia stata fatta ricostruire dopo le invasioni barbariche da Matilde di Canossa e da Papa Gregorio VII.
Il prospetto della chiesa medievale fu eseguito dagli scultori fiorentini Francesco e Benedetto Buglioni.
La complessità e l’accavallarsi di stili hanno reso la Basilica di Santa Cristina uno degli edifici più pregiati dell’alto Lazio.
L’interno composto da tre navate di impronta romanica è diviso da semplici colonne bombate.
Percorrendo la navata centrale, nel presbiterio, è collocato l’altare maggiore realizzato con frammenti marmorei del X sec., dove gli fa da pala un prezioso polittico, opera del senese Sano di Pietro, eseguito intorno alla metà del sec. XV.
Dalla navata di destra è possibile accedere attraverso un portale cinquecentesco, alla sacrestia, dove sono conservate epigrafi pagane e paleocristiane.
Lungo la navata, si trova un Crocifisso ligneo di scuola umbro-toscana del sec. XV.
Più avanti si accede alla Cappella del Santissimo Sacramento, dove è custodito un prezioso tabernacolo del secolo XV, opera di Benedetto Buglioni.
Alle pareti, affreschi dello stesso secolo e del successivo. Si entra poi nella Cappella di Santa Lucia, affrescata sullo scorcio del XV secolo da Giovanni di Domenico de' Ferraris da Mondovì
La navata sinistra è la cappella di Santa Cristina, dove sono custodite le sue reliquie ed una statua lignea di scuola senese del XV secolo.
Attraverso un portale marmoreo del secolo XI-XII si accede nella Cappella Nuova del Miracolo o delle sacre pietre.

La cappella del Miracolo:

Fu edificata nel 1693, su disegno di Tommaso Mattei per custodire le reliquie del Miracolo eucaristico del 1263.
L’interno a pianta circolare fu decorato da Alberto Cavalli e sormontato da una volta disegnata da Tommasso Mattei.
Sopra l’altare maggiore vi è una tela di Francesco Trevisani raffigurante il prodigio, eseguita agli inizi del secolo XVIII.
Sotto la pala, in una teca dorata, sono custodite tre delle quattro pietre macchiate di sangue prodigioso emanato dall'Ostia nel 1263: la quarta è esposta sotto la grande cupola in un prezioso reliquiario, realizzato nel 1940.

La Grotta di Santa Cristina:

Dalla luminosa Cappella Nuova del Miracolo ci si immette nella suggestiva penombra della Grotta di Santa Cristina, composta da un ampio vestibolo, con la Cappella del Corpo di Cristo, e da una Basilichetta ipogea.
Questa è la parte più antica del complesso monumentale di Santa Cristina, probabilmente sorto sopra ad un tempio pagano dedicato ad Apollo.
Qui è custodito l’altare dove secondo la tradizione avvenne il miracolo Eucaristico.
L'altare è coperto da un baldacchino, sorretto da quattro antiche colonne corinzie scanalate, di marmo, ed è databile al sec. IX.
Sotto l’altare è situata la pietra che, secondo la tradizione, sarebbe stata appesa al collo della Santa e gettata nel lago, recando poi impresse le orme dei suoi piedi.

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