Sei qui: HomeComuni della TusciaOrvieto

Orvieto

Orvieto

Orvieto:Nella pianura umbra dominata dai fiumi Paglia e Chiani, affluenti del Tevere, sorge una rupe di tufo scuro, alta circa cinquanta metri, frutto di una secolare eruzione vulcanica. È proprio su questa rupe che, da quasi tre millenni, si trova la città di Orvieto.

Le sue origini sono tuttora motivo di polemiche tra gli storici; sembra però accertata l’identificazione del suo centro con l’insediamento etrusco di Velzna. Le prime abitazioni si concentrarono inizialmente presso il Fanum Voltumnae, santuario di notevole importanza religiosa per tutta l’Etruria; in seguito ad una prima espansione, venne nominata molto probabilmente Volsinii Veteres. Controllata da un autoritario regime oligarchico, divenne ben presto una città molto popolosa, sia per l’incremento demografico naturale, che si registrò probabilmente intorno all’VIII sec. a.C., sia per il suo carattere multietnico, dovuto all’importanza religiosa e culturale del centro. Fonti di queste notizie sono da sempre le necropoli. Dal VI sec. a.C. per circa due secoli, la città attraversò il suo periodo di massimo splendore, in cui poté consolidare la sua abilità commerciale, artistica, ma soprattutto militare.

L’autonomia della Volsinii Veteres ebbe fine con una crisi sociale inseribile all’incirca nel III sec. a.C. circa. Per placare i tumulti popolari, i nobili chiesero l’intervento dei romani che, nel 264 a.C., entrarono nella città con l’unico scopo, però, di saccheggiarla delle sue statue sacre e di rapirne gli abitanti; alcuni furono deportati sulle coste del vicino Lago di Bolsena per popolare un nuovo centro, denominato proprio Volsinii Novi, altri furono fatti schiavi a Roma. Dopo alcuni secoli di invasioni continue, ci fu una ripresa. Sulla rupe venne fondata un’altra città; questa assunse il nome che può essere considerato come il primo tassello dell’evoluzione fino ad "Orvieto": Urbs Vetus, “città vecchia”.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, passò sotto il dominio gotico, in seguito sotto quello bizantino, e infine sotto quello longobardo. Intorno all’anno Mille, la città ebbe un nuovo periodo di fioritura: si svilupparono le Arti e i Mestieri, si perfezionò il carattere urbano del centro, ci fu una notevole espansione territoriale. La città fu adibita a Libero Comune, sotto il controllo di San Pietro. Inoltre, divenne importante alleata di Firenze, all’epoca in continua lotta contro Siena. Fu in questo stesso periodo che i problemi sanitari e alimentari che si manifestavano quotidianamente sulla rupe trovarono una soluzione nel sottosuolo, che venne in poco tempo utilizzato come serbatoio alimentare e come luogo in cui conservare le scorte del vino lì prodotto (l’Orvieto Classico, famoso e apprezzato tuttora). Nel XII sec Orvieto contava addirittura più abitanti di Roma, ovvero più di tremila.

Tuttavia furono numerosi anche gli aspetti negativi di quest’epoca: le lotte tra le famiglie dei Monaldeschi e i Filippeschi (rispettivamente guelfi e ghibellini), e quelle a carattere religioso tra Malcrini e Muffati. Venne assoggettata, nel corso dei secoli, a diverse signorie, per poi tornare possedimento della Chiesa. Nell’arco dell’intero Cinquecento, la città subì un forte cambiamento artistico e urbanistico grazie all’influsso di importanti architetti, primo fra tutti Ippolito Scalza.

Nell’Ottocento, divenne dapprima cantone dell’Impero napoleonico e poi Delegazione Apostolica, nuovamente sotto la Chiesa. L’ennesimo rinnovamento urbano si verificò, appunto,  nella prima metà dell’Ottocento, grazie all’intervento di stampo neoclassico degli architetti Giuseppe Valadier e Virginio Vespignani. Entrò a far parte nel 1860 del Regno d’Italia, in seguito alla liberazione compiuta dai Cacciatori del Tevere.

Oggi è considerata una città dai fantastici reperti storici e dall’urbanistica tanto originale quanto affascinante. Fa da sfondo a diverse festività, soprattutto religiose, quali la Palombella (durante la Pentecoste), il Palio dell’Oca in Piazza del Popolo, il Corpus Domini (che rievoca il Miracolo di Bolsena ), oltre che le ben più interessanti Cantine Aperte, solitamente in maggio! E’ anche sede dell’Umbria Jazz, festival internazionale di musica jazz.

Assolutamente da visitare sono il Duomo di Orvieto, eretto nel 1263 nel centro storico della città, il Pozzo di San patrizio, il Pozzo della Cava, la Torre del Moro e le necropoli etrusche.

Il territorio Orvietano è considerato un'ottima meta turistica, l'ideale per trascorrere piacevoli momenti di relax assaporando i sapori tipici di questa terra.
Info-bolsena, consiglia di visitare la sezione dedicata agli agriturismo Orvieto, dove è possibile trovare le offerte delle strutture.

Scroll to Top