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Vetralla

La leggenda narra che fu Noè a costruire le basi di questo suggestivo paese, quando oramai provato dalla stanchezza dell’oramai passato diluvio decise di stabilirsi in questi luoghi per trascorrere gli ultimi anni della sua vita; in realtà le origini sono ben più antiche e risalgono al periodo etrusco di cui rimangono a testimonianza, delle necropoli.

Ai giorni nostri, Vetralla, si presenta come una tipica cittadina medievale, con ancora intatti, alcuni resti delle antiche mura.

 

L’abitato si estendeva una parte fino alla vicina frazione di Cura e dall’altra si immerge nei boschi secolari di Monte Fogliano che accoglie al suo interno l’importante e favoloso convento di Sant’Angelo dove sono custodite le spoglie di Paolo della Croce.

All’interno del Convento sono conservate anche le spoglie del fratello di Paolo della Croce; Gian Battista Danei.
Vetralla può vantare una grande varietà di opere d’arte soprattutto legate all’arte religiosa, e si concentrano soprattutto negli affreschi delle chiese più interne al nucleo abitato.
La più rilevante opera architettonica è senza dubbio il Duomo di Sant’Andrea innalzato in stile settecentesco, conserva al suo interno una mostra di opere di età romana originali del XVIII secolo e tante altre opere attribuite agli artisti più famosi e svariati, come ad esempio “La crocifissione di Sant’Andrea“ di Muratori o La Madonna del Rosario.

Il Duomo può farsi fregio anche di un favoloso organo di pregevole fattura e di una Madonna lignea dell’Immacolata Concezione.

Fra le tante altre chiese si distinguono maggiormente quella di Sant’Egidio al cui interno è conservata una Madonna attribuita alla scuola di Lorenzo da Viterbo , e quella dei santi Filippo e Giacomo, che, fra le sue mura ospita una Madonna col Bambino del XV-XVI secolo di artista ignoto.

Vetralla offre inoltre, anche grandi costruzioni di origine pagana, come ad esempio l’aristocratico palazzo comunale di stile pignolesco.

Va in fine ricordato il piccolo museo della città e del territorio allestito presso le mura del castello all’interno di un locale del centro storico che ospita mostre che mettono in risalto lo sfarzo, le opere, i manufatti e la vita dell’antica Tuscia.

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