Anguilla

Nota per il suo corpo allungato a sezione cilindrica.
La pinna dorsale, anale e caudale sono fuse in un'unica lunga pinna. Gli esemplari femminili possono arrivare fino a 150 cm. di lunghezza ed un massimo di 8 Kg. di peso. Vive in acque profonde ed è di abitudini prevalentemente notturne.

La riproduzione è uno degli aspetti più misteriosi dell’anguilla; ad un determinato momento della loro vita le anguille delle acque dolci abbandonano i fiumi e si dirigono verso il mare per raggiungere il Mar dei Sargassi, dove avviene la deposizione delle uova e la nascita di larve simili a foglioline di salice trasparenti (leptocefali), questi dopo tre anni riescono a raggiungere le coste europee.

Nelle vicinanze delle coste i leptocefali iniziano a trasformarsi in vere e proprie anguille (ceche), che risalgono i fiumi fino a giungere nei laghi.
Durante questo viaggio iniziano ad aumentare di peso e ad assumere una colorazione molto scura sul dorso, giallastra o grigia sul ventre.
Le carni dell’anguilla sono molto apprezzate, infatti Dante le ricorda nella “Divina Commedia”

“… e quella faccia
di là da lui più che l’altre trapunta
ebbe la santa Chiesa in le sue braccia:
dal Torso fu e purga per digiuno
l’anguille di Bolsena e la vernaccia”.


L’anguilla è possibile cucinarla arrosto allo spiedo, in umido, alla vernaccia, alla cacciatora o adoperandola per le fritture di lago.

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