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L'isola Bisentina

L’isola Bisentina è una bellissima isola di origine vulcanica situata nel territorio di Capodimonte, importante centro turistico laziale che si trova in provincia di Viterbo. L’isola, situata a circa 4 km di distanza da Capodimonte, è la più grande delle due isole che si trovano nel fantastico lago di Bolsena.

Con la sua bellissima e caratteristica forma triangolare l’isola Bisentina è caratterizzata dalla presenza del noto Monte Tabor ed è un territorio interamente verdeggiante, ricco di piante e di una variegata vegetazione.

In gran parte pianeggiante, si presenta in pianta con coste estremamente frastagliate dalle quali spiccano solo il prima citato Monte Tabor, con un’altezza di 56 metri e il più piccolo monte Rocchina, con i suoi 22 metri.

Nasce circa 130.000 anni fa, presentandosi come il risultato dell’eruzione dell’apparato vulcanico Vulsino. Dopo la sua formazione alcuni eventi geologici condussero ad una sua parziale distruzione che ebbe come risultato il deposito di alcuni resti tra cui i rilievi prima citati.

L’isola Bisentina è situata nella parte occidentale del lago di Bolsena e gode della presenza di sette edifici, tutti costruiti a cavallo tra il XV e il XVI secolo. La sua caratteristica di area ampiamente verdeggiante è resa possibile anche dalla presenza di fantastici giardini artificiali costruiti all’italiana.

La sua storia, piuttosto lunga e tormentata, è analizzata a partire prima di tutto dal nome stesso. L’isola Bisentina, infatti, deve il suo nome all’antica città etrusco-romana di Bisenzio della quale conserva anche alcune importantissime testimonianze di tipo storico ed artistico.

Alcuni frammenti di colonne di marmo e tombe etrusche a fossa sono ritrovamenti determinanti per tracciare le tappe storico evolutive della bellissima isola di cui stiamo parlando. Risalendo al VI secolo a.C., infatti, si ha ragione di dire che in quel periodo l’isola godesse di una presenza abitativa e di una popolazione che insediatasi in maniera piuttosto stabile.

In realtà gli etruschi ed i romani hanno lasciato solo pochissime tracce della loro permanenza. Solo nel IX secolo a.C., momento in cui l’isola divenne un luogo molto sicuro, si ebbe un vero e proprio popolamento dei suoi territori. Siamo infatti nel periodo delle incursioni barbariche e l’isola Bisentina non può che divenire uno dei rifugi più adatti per tutte le genti dei paesi del lago.

Il medioevo fu caratterizzato dalla presenza della famiglia Orvieto fino a quando, nella metà del 1200, ne divenne proprietaria la famiglia dei signori di Bisenzio. Questa si impose in maniera tanto autoritaria da far nascere dei veri e propri conflitti con gli isolani i quali decisero di incendiarla ed abbandonarla. Successivamente ad una sua ricostruzione, fu nuovamente distrutta nel 1300 da Ludovico il Bavaro che, accusato di eresia, fu scomunicato dal Papa.

Fu nel corso del 1400 che l’isola conobbe un periodo di enorme ricchezza e prosperità. Il 1500 vide la presenza di numerosissimi papi che la apprezzavano moltissimo per la tranquillità e la pace che vi si respirava e, per questa ragione, la sfruttavano in maniera particolare durante il periodo estivo come un luogo di villeggiatura.

Nel 1912 dopo il susseguirsi di numerosissime vicende fu la principessa Beatrice Spada Potenziani a divenirne proprietaria e ad impegnarsi per abbellirne e migliorarne sempre più i territori.

Alla luce di quanto detto fino a questo momento è chiaro che visitando l’isola risulti possibile notare la presenza di importantissimi resti archeologici tra cui due piroghe, entrambe riconducibili all’Età del Bronzo. La prima, recuperata nel 1989, si estende per una lunghezza di circa 6 metri ed è oggi conservata proprio nell’isola Bisentina, di fronte a Porta Calcino. E’ proprio il ritrovamento di queste due piroghe a confermare l’esistenza di un collegamento con Bisenzio.

E’ nel marzo del 2018 che finalmente, in occasione delle giornate FAI di primavera la famiglia Rovati, ultima proprietaria, ha deciso di rendere l’isola Bisentina visitabile al pubblico per due giornate intere.

Sempre la famiglia Rovati ha promesso di mantenere l’isola viva e curata attraverso degli appositi interventi da farsi tanto sul verde quanto su alcuni edifici, parzialmente in stato di degrado.

Ad eccezione delle due giornate FAI, trattandosi di una zona privata, l’isola Bisentina non è visitabile, a meno che non siano conferiti degli specifici permessi. Nonostante l’impossibilità di sbarcarvi, però, ai turisti è consentito circumnavigarla e osservarla da vicino grazie alla presenza di un apposito servizio di traghetti.

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