"La rintracciabilità dell'olio extravergine di oliva", questo il tema della tavola rotonda che si è svolta il 16 marzo scorso nella sala del consiglio di palazzo Gentili. Hanno illustrato i procedimenti e le dinamiche, che portano l'olio extravergine alla certificazione di qualità, il presidente della provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, l'assessore all'Agricoltura Mario Trapè, il responsabile dell'Aprov di Viterbo Ermanno Mazzetti, il presidente della Camera di commercio Ferindo Palombella, il presidente e il direttore della Coldiretti, rispettivamente Leonardo Michelini e Romano Giovannetti, il presidente e il direttore Unaprol, ovvero Massimo Gargano e Ranieri Filo della Torre.
Quella di oggi - ha esordito Mazzoli - è un'iniziativa importante che serve per fare il punto della situazione sulla tracciabilità dell'olio extravergine nel nostro territorio. E inoltre questo incontro ribadisce il nostro impegno sul tema e la collaborazione con tutte le associazioni che portano avanti il percorso che conduce alla traccibilità. Un percorso che significa valorizzazione piena del patrimonio agricolo della Tuscia".
Durante la tavola rotonda è stato affrontato e illustrato il progetto che l'Aprov di Viterbo sta portando avanti per migliorare la tracciabilità e diffonderla tra le varie aziende del Viterbese. "La tracciabilità dell'olio extravegine di oliva - ha detto ancora il presidente - ci consente di raggiungere tre obiettivi fondamentali: la qualità, la sicurezza e risalire all'origine del prodotto. Queste elementi ci permettono quindi di dare al consumatore la possibilità di riconoscere non solo l'alto livello dell'olio ma anche di capirne fin da subito la collocazione geografica e poterlo confrontare con atri".
Il programma per il miglioramento della qualità della produzione oleicola passa quindi attraverso la certificazione del prodotto, realizzata tramite un'attenta sorveglianza e il monitoraggio dei flussi commerciali. Significa soprattutto assicurare la rintracciabilità dell'olio, dando la possibilità di ricostruire il percorso del suo ottenimento attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Attualmente sono quattro le filere olivicole coinvolte nel progetto e si tratta della cooperativa agricola Battisti di Vetralla, l'Oleificio società cooperativa agricola di Tuscania, il frantoio Ferrari di Caprarola e quello Leonardi di Montefiascone.
"Sono soddisfatto di questa iniziativa - ha affermato l'assessore Mario Trapè - perché contribuisce a promuovere la consapevolezza e la comprensione di questa politica tra produttori, addetti ai lavori e consumatori. Il tema della qualità documentata degli alimenti è la centralità del comportamento sia dei produttori che dei consumatori. Mai come oggi, infatti, il binomio cibo-salute si è posto con tanto rilievo all'attenzione, diventando un criterio selettivo di molte famiglie nella scelta dei prodotti alimentari. E la qualità della produzione deve divenire un elemento essenziale della nostra economia. Produrre qualità infatti è l'unico modo per risolvere il problema della domanda e assicurare competitività alla nostra agricoltura".
Ma la qualità non è stato l'unico argomento affrontato, l'assessore Trapè ha ancora parlato, nello specifico dell'olio extravergine, tipico della Tuscia. "Il prodotto più tipico della nostra realtà, che contenere tutte le nostre tradizione è senza dubbio l'olio d'oliva. Dobbiamo per questo difendere con forza la sua identità. Tutto quello che facciamo quotidianamente tutti insieme per la sua promozione e valorizzazione deve dare la possibilità al consumatore di poterlo riconoscere e individuare. Per questo dobbiamo batterci per la rintracciabilità. L'identificazione - conclude Trapè - rimane la nostra grande forza. Mettendo al centro dell'attenzione proprio il frantoio inteso come attore principale della trasformazione del prodotto. Per combattere la contraffazione che rappresenta il nostro nemico principale".
A questo proposito la Provincia di Viterbo con una delibera del consiglio approvata di recente, cercherà di sollecitare un decreto ministeriale che individui, in modo obbligatorio, la modalità di inserire nelle etichette delle bottiglie dell'olio extravergine di oliva il luogo di coltivazione e molitura delle olive utilizzare.
Fonte: www.provincia.vt.it