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Piatti tipici

L'acquacotta è un piatto tipico della zona che si estende tra il viterbese e il grossetano, di origini molto povere essendo diffuso tra i contadini, pastori e pescatori dei lago che ne variavano la ricetta a seconda di quello che trovavano nelle campagne.

Il suo nome deriva dal fatto che particolarmente nella tuscia, la cottura dei vegetali avveniva esclusivamente in acqua, con l'aggiunta di olio a crudo solo alla fine della preparazione. Tale peculiarità è stata ufficializzata nel 2004 alla Camera di Commercio di viterbo in cui è stata depositata la ricetta tipica Acquacotta della Tuscia, che la differenzia da qualla toscana, in cui invece venivano aggiunti grassi di origine animale e non era indispensabile l'uso della mentuccia, e volendo si poteva aggiungere una componente proteica fatta di uova o baccalà.

L'anguilla del lago di Bolsena è un pesce storicamente noto fin dai tempi dei Romani per poi essere citato persino da Dante Alighieri nel Purgatorio della Divina Commedia. Difatti i piatti a base delle sue carni sono molto saporiti e gustosi, essendo queste molto grasse. Si consuma generalmente freschissima, tanto che in pescheria si vende ancora viva, oppure in tranci affumicata con alloro.

Un altro piatto tipico della zona lacustre è il filetto di coregone fritto, particolarmente apprezzato dai bambini.

I filetti di persico fritti sono un'altra specialità di lago dalla preparazione velocissima e molto semplice. Il persico è molto facile da trovare in pescheria già sfilettato, l'importante è che sia freschissimo. La ricetta base prevede che la panatura sia solo a base di farna, ma si possono trovare anche delle varianti col pangrattato e aggiunta di erbe.

Il coregone lavarello è un pesce divenuto tipico del lago di Bolsena fin dalla fine del XVII° sec. quando venne introdotto nelle acque dell'altatuscia, che appartiene alla famiglia Salmonidea.Viene pescato con delle reti, le Oltane, che prendono il nome anche di "retone", o "vollero" nella zona di Marta, con una maglia particolare che ne permette la cattura, che va successivamente a costituire il 50% del pescato totale del lago.

Vive a 70-80 mt di profondità, prediligendo le acque più fredde e più pulite, ha un peso medio di 250g e una delicatezza nel sapore delle carni che gli è valsa il soprannome di spigola francese. Solitamente viene preparato al forno e servito con le patate come seconda portata, ma si trova anche come antipasto in versione marinata.

L'anguilla alla vernaccia, pur non essendo un piatto tradizionale della Tuscia, viene servita nei ristoranti in quanto citata nella divina commedia di Dante

"…e quella faccia / di là da lui più che l'altre trapunta / ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: / dal Torso fu, e purga per digiuno / l'anguilla di Bolsena e la vernaccia"

La sbroscia è uno dei piatti a base di pesce più antichi di Bolsena. 
È una sorta di zuppa di pesce preparata dai pescatori sulle rive del lago, la tradizione vuole che questa zuppa fosse preparata con l’acqua del lago di Bolsena.

Una vera e propria squisitezza è il lattarino fritto: questo pesce di piccole dimensioni può essere servito da solo o misto nella frittura di pesce.

Di origine lacustre, il lattarino è un perfetto finger food, infatti è venduto a prezzo contenuto, non bisogna pulire il pesce, ha una preparazione semplicissima e si mangia intero.

Il sugo di coregone viene utilizzato come accompagnamento a fettuccine o spaghetti e costituisce un primo semplice ma al contempo saporito.

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